Sulle colline tra Asti e Torino il Medioevo ha lasciato molte chiese romaniche in mattone e arenaria. Molte stanno fuori dai paesi, sole su un poggio o in mezzo ai campi. La più importante è Santa Maria di Vezzolano, ad Albugnano: da Tenuta Beatrice sono una trentina di chilometri, tre quarti d'ora d'auto per strade di collina.

Vezzolano, una canonica romanica

Tutti la chiamano abbazia, ma Vezzolano era una canonica, una comunità di canonici regolari. La leggenda la fa fondare da Carlo Magno nel 773, dopo che durante una caccia gli sarebbero apparsi tre scheletri usciti da una tomba. I documenti sono più prudenti: la prima carta che nomina la chiesa di Santa Maria è del 1095, e l'edificio che si vede oggi fu costruito tra la seconda metà del XII secolo e l'inizio del XIII.

Dopo lo splendore del XII e del XIII secolo venne il declino: dal 1405 la canonica fu affidata in commenda ad abati che vivevano altrove, e nel 1800 l'amministrazione napoleonica ne espropriò i beni. Nel 1937 il complesso è passato allo Stato; oggi lo gestisce la Direzione regionale Musei del Piemonte, che fa capo al Ministero della Cultura.

La facciata si riconosce da lontano. È in cotto con fasce di arenaria chiara, ha tre ordini di loggette cieche e una grande bifora al centro, con il Cristo tra gli arcangeli Michele e Raffaele.

Il pontile e il chiostro

Entrando, la chiesa è tagliata in due da un pontile, o jubé, una struttura rara: una galleria su colonnine che separava lo spazio dei canonici da quello dei fedeli. Il bassorilievo è dipinto e corre su due registri. In basso siedono gli antenati di Cristo, ognuno con il proprio nome sul cartiglio; in alto scorrono le storie della Vergine, dalla morte all'incoronazione. Il pontile porta la data 1189, anche se gli studiosi lo collocano qualche decennio più tardi, negli anni Venti del Duecento.

Il chiostro è tra i meglio conservati del Piemonte, con i suoi capitelli scolpiti. Nelle arcate si conserva un ciclo di affreschi del Trecento: il più noto è il contrasto dei tre vivi e dei tre morti, tre cavalieri che incontrano tre cadaveri, ammonimento sulla fine delle cose terrene. Spesso viene collegato alla leggenda di Carlo Magno, ma i due racconti sono indipendenti. Dietro la canonica, dal 1996, un gruppo di volontari cura un frutteto di vecchie varietà di mele.

Le altre chiese romaniche, in un giro in auto

Vezzolano si presta a una giornata più lunga, con un anello che tocca tre chiese minori. Montechiaro d'Asti e Cortazzone stanno a ovest della tenuta, sulla strada per Albugnano; Montiglio Monferrato è più a nord e si presta al ritorno.

  • Santi Nazario e Celso, Montechiaro d'Asti. Sta su un colle erboso un paio di chilometri fuori dal paese, dove sorgeva il villaggio scomparso di Mairano. Fu fondata intorno al 1130 e ricostruita a metà Ottocento: della chiesa antica resta la facciata, a fasce alternate di arenaria e mattone, con il portale decorato a denti di lupo. Il campanile di una ventina di metri si vede da lontano.
  • San Secondo, Cortazzone. Isolata sulla collina di Mongiglietto, fuori dal paese, è citata già nel 1041. Le sue sculture mostrano sirene bicaudate, una fenice, nodi intrecciati e figure umane.
  • San Lorenzo, Montiglio Monferrato. La pieve romanica, appena fuori dall'abitato, ha sculture di qualità. Nel parco del castello c'è anche la cappella di Sant'Andrea, con un vasto ciclo di affreschi del Trecento.

Consigli per la visita

Per le chiese minori l'apertura non è garantita, e in molti casi la parte che merita il viaggio è l'esterno, con le sculture e le murature a fasce. Per vedere gli interni conviene informarsi prima presso i Comuni o gli uffici turistici della zona.

A Vezzolano ci sono parcheggi gratuiti vicino all'ingresso. L'accesso per chi ha difficoltà motorie è solo parziale, e in alcune date si visitano soltanto il chiostro e le sale. I gruppi devono prenotare.

Da sapere: calendario delle aperture e modalità di visita cambiano durante l'anno. Le informazioni aggiornate sono sulla pagina ufficiale di Vezzolano.

Il giro completo, con Vezzolano e le tre chiese, occupa una giornata con calma. Chi ha solo mezza giornata può fermarsi a Vezzolano e, sulla via del ritorno, a Santi Nazario e Celso, che si vede bene anche senza entrare.

Il romanico a portata di giornata

Da Tenuta Beatrice a Vezzolano ci sono circa 30 km: si parte dopo colazione, si gira tra pievi e chiostri e si rientra per la cena in terrazza.