Ogni settembre, per una decina di giorni, il centro di Asti diventa una grande enoteca all'aperto. Piazze, palazzi storici e cortili ospitano banchi d'assaggio, incontri e degustazioni guidate: è la Douja d'Or, la manifestazione con cui la città festeggia il vino del Piemonte, a pochi giorni dal Palio. Da Tenuta Beatrice sono circa 10 km, e la sera si torna in collina in un quarto d'ora.

Un nome che viene dal boccale

In piemontese la douja, o doja, è il boccale panciuto in cui si serviva il vino. Dalla stessa parola, secondo l'ipotesi più accreditata, deriva il nome di Gianduja, la maschera piemontese: «Gioann dla doja», Giovanni del boccale, che infatti viene sempre raffigurato con un boccale di vino in mano.

La tradizione popolare aggiunge un dettaglio di casa. I due burattinai che inventarono il personaggio, all'inizio dell'Ottocento, avrebbero trovato rifugio a Callianetto, frazione di Castell'Alfero, e lì gli avrebbero dato il nome definitivo. Mancano documenti che lo confermino, ma la casa che la tradizione indica, chiamata 'l Ciabòt ëd Giandoja, è oggi di proprietà del Comune.

Dal concorso del 1967 alla festa in città

La Douja d'Or nacque nel 1967, promossa dalla Camera di commercio di Asti, intorno a un concorso enologico nazionale dedicato ai vini DOC e DOCG. Le commissioni di assaggiatori assegnavano il marchio Douja d'Or ai vini sopra gli 85 centesimi e l'Oscar della Douja a quelli sopra i 90. Per molti anni l'evento si è svolto al chiuso, in un palazzo storico della città.

Negli ultimi anni la formula è cambiata. Oggi la Douja si allarga a tutta la parte storica della città, con spazi affidati ai consorzi di tutela, alle enoteche regionali e alle associazioni di sommelier e assaggiatori. Il risultato è meno solenne e più vicino a una festa.

Com'è oggi, in pratica

Il programma cambia ogni anno, ma l'impianto delle ultime edizioni è chiaro. Piazza San Secondo, davanti al municipio, è il salotto dei grandi vini piemontesi, con un'enoteca dove comprare le bottiglie assaggiate. Nei palazzi del centro si trovano spazi tematici: uno dedicato alla Barbera d'Asti e ai vini del Monferrato, uno al Moscato, all'Asti spumante, al Brachetto e al vermouth, un altro alla grappa.

Nei calici passano soprattutto i vini di casa: Barbera d'Asti, Asti spumante e Moscato d'Asti, Brachetto d'Acqui, vermouth di Torino, accanto alle altre denominazioni piemontesi. Per chi viene da fuori è un modo rapido per farsi un'idea della regione prima di andare a cercare le stesse bottiglie nei paesi d'origine.

Ci sono anche masterclass, incontri con i produttori, musica e uscite guidate sulle colline, per vedere da vicino vigne e cantine: nell'edizione più recente partivano da piazza Alfieri in due sabati, con itinerari tra i filari e i produttori. Chi preferisce seguire un filo conduttore può scegliere un solo vitigno e confrontarne le versioni ai diversi banchi. Per conoscere meglio i rossi di casa c'è la guida a Barbera e Grignolino.

Settembre, il mese di Asti

La Douja è uno dei tre appuntamenti di punta del settembre astigiano, insieme al Palio di Asti e al Festival delle Sagre. Le date cadono a pochi giorni l'una dall'altra: con una settimana di soggiorno si possono vivere la città in festa, il vino nelle piazze e, fuori porta, la vendemmia sulle colline.

Consigli per la serata

  • Chi guida al ritorno non beve: meglio decidere prima chi resta sobrio, oppure organizzare un taxi.
  • Nei fine settimana il centro si riempie; nei giorni feriali c'è di solito più calma e più tempo per parlare con chi versa.
  • Le masterclass hanno posti limitati: conviene informarsi in anticipo su come partecipare.
  • Conviene mangiare qualcosa tra un assaggio e l'altro: le proposte gastronomiche non mancano.
Date e programma: giorni, luoghi e modalità di assaggio cambiano a ogni edizione e si trovano sul sito ufficiale della Douja d'Or.

In quei giorni la giornata ideale comincia tra le vigne e finisce in piazza: al mattino una camminata in collina, nel pomeriggio un po' di riposo, la sera il centro di Asti con un calice in mano.

Settembre tra Asti e le colline

Tenuta Beatrice è a un quarto d'ora dal centro di Asti: di giorno vigne e piscina, la sera un calice in piazza, e poi il rientro nel silenzio della collina.