Canelli si vede poco. Il paese, nella valle del Belbo a sud di Asti, ha un centro raccolto e colline coperte di vigne, ma la parte che lo ha reso famoso sta sotto i piedi: chilometri di gallerie scavate nella collina, dove da generazioni riposano milioni di bottiglie. In zona le chiamano cattedrali sotterranee. Da Tenuta Beatrice sono circa 38 km, una quarantina di minuti d'auto.
Cosa sono le cattedrali sotterranee
Sono le cantine storiche di Canelli, scavate nel tufo calcareo sotto il paese e la sua collina. Le case spumantistiche che le usano ancora oggi sono quattro, e le loro gallerie, sommate, superano i venti chilometri. In alcuni punti scendono fino a 32 metri di profondità.
Il nome viene dall'effetto che fanno a chi entra. Le volte in mattoni a vista, in gran parte del primo Ottocento, si susseguono come le navate di una chiesa, e sotto di esse le bottiglie restano a lungo appoggiate nelle rastrelliere di legno. La temperatura è costante, tra i 12 e i 14 gradi, in ogni stagione: la condizione ideale per affinare con calma gli spumanti a metodo classico.
Sono luoghi di lavoro, prima che di visita. Nel 1994 l'alluvione del Belbo le invase, con danni ingenti, e furono ripulite e rimesse in funzione.
Perché proprio a Canelli
Sulle colline intorno al paese si coltiva da secoli il Moscato bianco, un'uva aromatica che qui ha trovato il terreno adatto. Dalla seconda metà dell'Ottocento Canelli diventò la capitale dell'Asti spumante: le cantine si allargarono sotto terra, e la campagna, prima a coltura mista, si trasformò in un paesaggio di filari. Dalla stessa uva nascono due vini diversi: il Moscato d'Asti, appena mosso e poco alcolico, e l'Asti spumante, con la bollicina piena.
Alla storia del vino locale appartiene anche l'enologo Federico Martinotti, che a fine Ottocento mise a punto la presa di spuma in grandi recipienti chiusi. Il metodo, perfezionato poi dal francese Charmat, è quello con cui si produce ancora oggi l'Asti spumante, mentre nelle gallerie storiche maturano soprattutto le bottiglie a rifermentazione tradizionale.
Un paesaggio patrimonio dell'umanità
Nel 2014 l'UNESCO ha iscritto nella lista del patrimonio mondiale i Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato. Il sito è diviso in sei componenti, e una porta il nome di Canelli e dell'Asti spumante: comprende le colline del Moscato e, con loro, le cattedrali sotterranee. Così il riconoscimento comprende anche un patrimonio che dalla strada non si vede. Per capire come si legge il resto del sito c'è la guida alle colline UNESCO.
Come si visitano
Tre delle quattro cantine storiche aprono le gallerie al pubblico con visite guidate. Ognuna ha le sue regole e il suo calendario: conviene prenotare con anticipo direttamente presso le cantine o informarsi agli uffici turistici, soprattutto nei fine settimana e in autunno.
- Sottoterra fa fresco anche ad agosto: una giacca leggera serve sempre.
- I pavimenti possono essere umidi e irregolari, meglio scarpe chiuse.
- Le gallerie scendono in profondità, con scale e rampe: chi ha difficoltà motorie fa bene a chiedere alla cantina quale parte del percorso è accessibile.
- Con due cantine nella stessa giornata si coglie bene la differenza tra una galleria e l'altra.
Sopra le cantine, il paese
Usciti dalle gallerie, Canelli si gira a piedi. Il centro storico ha due nuclei: Villanuova, cresciuta intorno all'antica struttura fortificata, e il borgo che si stende attorno al castello, oggi una villa privata ricostruita negli anni Trenta. Dalla collina di Villanuova la chiesa di San Leonardo, di fine Seicento, domina i tetti. Il percorso chiamato via degli innamorati offre diversi punti panoramici sul paese e sui vigneti.
Canelli rievoca anche, con una manifestazione storica, l'assedio subito nel 1613 dalle truppe del duca di Nevers: date e programma sono sui canali del Comune. Chi ha tempo può aggiungere Nizza Monferrato, cuore di un'altra componente UNESCO e a una distanza dalla tenuta molto simile.
Una giornata nel sud dell'Astigiano
Canelli è a una quarantina di minuti da Tenuta Beatrice: mattina nelle gallerie, pomeriggio tra i vigneti del Moscato e sera di nuovo in collina, sulla vostra terrazza.